Ozono

Integratori a base di ozono

L’ozono è una forma allotropica dell’ossigeno ed è conosciuto principalmente per il ruolo che svolge nell’equilibrio ecologico della terra. Esso infatti assorbe la maggior parte delle radiazioni ultraviolette provenienti dal sole, impedendo loro di giungere direttamente alla superficie terrestre. Le applicazioni industriali dell’ozono ne sfruttano le proprietà antisettiche che lo hanno reso indispensabile nella disinfezione delle acque, sia sotto l’aspetto della potabilizzazione, che del trattamento delle acque reflue. Risulta al riguardo più efficace del cloro, eliminando anche i virus in grado di sopravvivere ad alte concentrazioni di cloro. Avendo un alto potere di ossidazione, viene impiegato per la neutralizzazione dei gas di scarico industriali contenenti solfato, sensibili all’ozono a causa del suo potenziale ossidativo. Molto diffuso è anche l’utilizzo dell’ozono nell’igienizzazione delle piscine per il suo potere disinfettante ad ampio spettro d’azione. Altri vantaggi sono da ricercare, oltre che in un effetto terapeutico, anche nell’economicità di esercizio. Infatti non necessita di alcun intervento di personale essendo l’impianto automatizzato. L’utilizzo dell’ozono nell’igienizzazione delle piscine induce un risparmio dell’80-90% di cloro ed una diminuzione del 50% dell’acqua di reintegro. L’ozonizzazione delle piscine riduce le cloramine dell’80%, conferisce una maggiore cristallinità all’acqua per una maggiore filtrabilità delle sostanze organiche e riduce i trialometani.

Chi l'ha scoperto?

L’ozono è stato scoperto da Christian Friedrich Schonbein nel 1832.
Il merito di valutare il potere disinfettante dell’ozono va a Klenmann, che per primo ne valutò l’attività battericida sui germi patogeni.
Fu poi un odontoiatra svizzero, il dott. E.A.Fish (1899-1966) ad intuire gli enormi vantaggi terapeutici del trattamento locale con ozono, quando trattò una pulpite gangrenosa con un’iniezione locale di gas. Per una fortunata coincidenza il paziente era il dott. E.Payr (1871-1946), che comprese l’utilità dell’ozono e ne rimase così entusiasta da applicare l’ozono in chirurgia generale.

La tossicita' dell'ozono

In campo medico l’ozono viene utilizzato come miscela ossigeno/ozono ed una lunga esperienza clinica indica come non esistano effetti collaterali di rilievo se tale trattamento è correttamente applicato; inoltre, non causa reazioni allergiche di alcun tipo. A dosi adeguate (1-30 µg ozono per ml di ossigeno) l’ozono non induce effetti indesiderati in quanto esistono meccanismi di protezione antiossidativa intrinseci all’organismo. Inoltre si riscontra, in seguito a somministrazione di O3, una attivazione degli enzimi deputati alla inattivazione dei radicali liberi con conseguente ottimizzazione dei meccanismi di riparazione e rigenerazione propri delle cellule che pertanto sono ampiamente in grado di tamponare la formazione di eventuali molecole reattive (effetto scavenger). Ovviamente condizione fondamentale per l’impiego dell’O2/O3 nell’uomo, è la dose somministrata, che non deve eccedere la capacità che gli enzimi antiossidanti (superossido dismutasi e catalasi) ed il glutatione (un peptide presente nell’organismo e parte integrante di un importante sistema ossido riducente) hanno, di impedire l’accumulo di anione superossido (O2·-) e di perossido di idrogeno (H2O2). Numerose esperienze cliniche indicano come gli effetti collaterali, da trattamento con miscele di ossigeno/ozono, siano rari ed il più delle volte legati ad errori della tecnica di somministrazione. In Germania, nel 1988 sono state praticate 1.500.000 autoemoterapie ozonizzate senza che il “Dipartimento per il Controllo degli effetti indesiderati provocati da farmaci” abbia registrato effetti indesiderati di un qualche rilievo.

Effetti biologici dell'ozono

Quali sono i meccanismi di azione?

Sono diversi. Rende più fluido e scorrevole il sangue e potenzia le difese immunitarie. Per semplificare, ha un’azione analgesica ed antinfiammatoria. Fondamentalmente questa terapia permette di far arrivare più sangue e più ossigeno e quindi vitalità nei tessuti. Potremmo dire che si verifica un’azione rivitalizzante degli organi e un’azione di rimozione delle tossine che nel tempo si sono accumulate nell’organismo

Effetti dell’Ozono sul Metabolismo

Nell’uso medico viene utilizzata una miscela di O2/O3 detta anche ozono medicale, in cui l’O3 è presente in concentrazioni 30 volte inferiori rispetto all’uso industriale: da 1 a 30 µg/ml di Ossigeno.

  - Aumento dell’utilizzo del glucosio da parte delle cellule
  - Miglioramento del metabolismo delle proteine grazie alla sua affinità con gruppi sulfidrici
  - Azione diretta sui grassi insaturi con trasformazione in composti idrosolubili (Utile nella cellulite)

Altri effetti

  - Azione disinfettante e trofica diretta, nell’applicazione locale
  - Effetto antibatterico e antivirale sistemico per la discreta formazione di perossidi
  - Aumento della deformabilità dei globuli rossi con relativo miglioramento della circolazione sanguigna
  - Miglioramento del metabolismo degli acidi grassi per l’attivazione di enzimi che bloccano i perossidi e i radicali liberi

L’azione disinfettante locale e l’effetto antivirale ed antibatterico sistemico sono responsabili di una potente azione battericida, fungicida e di inattivazione virale, che si realizza mediante l’ossidazione dei microrganismi. Il meccanismo antisettico è simile a quello che l’organismo utilizza abitualmente con la formazione, da parte dei leucociti adibiti alla fagocitosi batterica, di una molecola a proprietà ossidante, simile a quella dell’O3.
Durante le infezioni croniche i normali processi difensivi non sono più in grado di distruggere i batteri, per insufficiente formazione di H2O2. E’ a questo livello che si evidenzia la positiva influenza dei perossidi formati durante il trattamento con ozono.
La formazione di perossidi facilita un’attivazione diretta del metabolismo degli eritrociti. Il primo passo della reazione consiste nell’interazione dell’ozono con i doppi legami degli acidi grassi insaturi dello strato di fosfolipidi nella membrana eritrocitaria.

Vie di somministrazione dell'Ozono

L’ozono è un gas instabile che si decompone facilmente ad una velocità che dipende dalla temperatura (a 25° C si degrada il 60% circa in un’ora). In base a questo e ad altri parametri, sono state sviluppate alcune metodiche di somministrazione:
1) locale: mediante applicazione di un sacchetto di plastica opportunamente sigillato, in cui viene fatto fluire l’O2/O3. Questa metodica è utilizzata soprattutto in presenza di ulcere da stasi venosa e di piaghe da decubito.
2) sistemica: viene abitualmente iniettato per via intramuscolare, sottocutanea e intrarticolare. Una metodica di somministrazione ampiamente utilizzata è l’autoemoterapia viene eseguita prelevando sangue venoso che, convogliato in un contenitore di vetro a circuito chiuso, viene trattato con la miscela O2/O3 e successivamente reintrodotto in circolo mediante la stessa vena.